E’ botta e risposta tra chi vuole il Parco del Matese e chi invece è contrario. Tra questi ultimi ci sono cittadini e imprenditori o quali sostengono che se vengono sottratti ettari di terreno ad allevatori, boscaioli, agricoltori, a chi insomma lavora nell’area, si tolgono risorse economiche. C’è poi Legambiente Campania e Molise che difende il progetto di istituzione del Parco.
L’associazione ribadisce che i Parchi nazionali, dove sono già stati istituiti, non provocano nessuno spopolamento rispetto a quanto già avviene in Italia o in alcune parti dell’appennino e non bloccano lo sviluppo economico dei territori, perché nelle aree protette operano oltre 750 mila imprese. “Ora – continua – serve un confronto concreto tra sindaci e Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. L’associazione ambientalista risponde ad alcuni quesiti della popolazione dopo il lancio della campagna #bastafakenews.
“Caccia, apertura di cave e attività per prelevare materiale geologico sono vietate, ma agricoltura, allevamento, manutenzione del territorio sono libere e non necessitano di nessuna ulteriore autorizzazione. Nel caso dei tagli boschivi – continua Legambiente – il Parco concederà il nulla osta se gli interventi rispettano le norme forestali regionali e le valutazioni di incidenza nel caso interessino aree della rete Natura 2000. Continueranno ad essere consentite la raccolta di funghi, tartufi e altri prodotti del sottobosco, secondo la legge vigente”. L’associazione ambientalista sottolinea ancora il pascolo è consentito secondo legge e per coltivare l’orto, arare i campi, gestire il bosco, praticare l’allevamento non serve l’autorizzazione del Parco e non è necessaria la Valutazione di incidenza ambientale.
Infine Legambiente evidenzia che la normativa proposta per il Parco stabilisce il controllo della fauna selvatica e la tutela delle specie protette, favorisce l’adozione di misure efficaci per contenere i danni e ne garantisce il risarcimento.