Numeri impietosi quelli del girone di ritorno del Campobasso: quattordici punti in quindici partite, meno di un punto in media a gara. Per pareggiare i punti fatti dopo il giro di boa, cioè venticinque in diciannove partite, sarebbero necessari altri undici punti in quattro giornate. Non impossibile, ma altamente improbabile considerato il rendimento della squadra rossoblu.
Colpisce l’arrendevolezza dei calciatori di fronte alle avversità, per certi versi anche le dichiarazioni sono sbalorditive quando si parla di gol presi per mancanza di concentrazione che non può essere annoverata come un attenuante. Anzi, è un aggravante.
Ad oggi il tecnico appare non in grado di uscire dalla situazione di profondo impasse in cui versa il Campobasso. La stessa gestione dei calciatori appare confusionaria e ricca di contraddizioni: il difensore Remy, scarsamente impiegato nella Pianese, diventa titolare fisso in Molise; mentre Chiarello a fine marzo non ha i novanta minuti nelle gambe; Pellitteri messo completamente da parte; Mancini, under di proprietà, completamente ai margini che sarà una scelta tecnica ma chi gioca sta facendo veramente dei disastri autentici. Al termine di ogni KO recente sono seguite le scuse di Rizzetta ed un comunicato di qualche giorno fa in cui questi ribadisce che il Campobasso è al centro del suo progetto e che per ora c’è stata una manifestazione di interesse a rilevare la squadra di basket di Napoli. Ma mai una parola da parte della dirigenza, Dg e Ds che accompagnano la squadra e che non si presentano alla stampa da mesi; Mignemi, ultima intervista a fine dicembre, poi una dichiarazione ad una testata dedicata alla serie C in cui parlava di salvezza da conquistare, poi si programmerà il futuro. Una parola delicata quest’ultima, oggi appare veramente complicato immaginare il futuro con l’attuale direttore sportivo e l’attuale allenatore.
Il tifo sta vivendo da tempo il campionato come una lunga agonia stando ai commenti che si raccolgono sui social; un plebiscito contro Prosperi ed i calciatori, rei di scarso attaccamento alla causa. Il che è motivo di forte irritazione.
Contro l’Entella fuori D’Angelo per squalifica; c’è da augurarsi una formazione che abbia un suo equilibrio e che lotti su ogni pallone, cosa mancata spesso quest’anno, anzi quasi sempre. I liguri hanno numeri imponenti, una sola sconfitta in trentaquattro partite ed in casa; fuori nessun ko.
Ieri altro scossone a Terni: esonerato Abate per la seconda volta in pochi mesi. Stavolta decisione irrevocabile e nessun intervento dei calciatori. La proprietà ha chiamato Liverani per provare uan scalata al vertice oggi difficile. La Ternana tifa disperatamente per il Campobasso domenica pomeriggio.
Notizia che sconvolge il girone B: i calciatori della Lucchese minacciano di non scendere in campo domenica contro il Pontedera nel caso in cui non si arrivasse al pagamento delle somme dovute da novembre a febbraio. Un gesto che avrebbe del clamoroso e che arriverebbe dopo la messa in mora della società già avvenuta da parte dei calciatori. Tutto questo mentre sul campo staff tecnico e tesserati stanno onorando al meglio il torneo, ultimo esempio la vittoria di domenica 4-1 ai danni della Ternana.
Cordoglio per la scomparsa a quarantotto anni di Daniele Landolfi, già presidente dell’associazione “Noi Siamo il Campobasso” fino al 2018 quando l’associazione cessò di esistere. Ricorderemo Daniele come una persona silenziosa e molto appassionata ai colori rossoblu tanto da essere coinvolto in prima persona nella società nata dopo il fallimento della gestione Capone.
Sgomenta anche la tifoseria rossoblu che definisce Landolfi un “elemento di spicco degli Smoked Heads 1986, ha portato avanti il movimento ultras a Campobasso negli anni più bui dei fallimenti,i più duri, gli anni in cui la speranza della rinascita era un lumicino che lui ha saputo tenere acceso ostinatamente con la sua passione.”
Notevole anche il suo impegno nel sociale con l’associazione “ULTRANTIRAZZISTA” con la realizzazione di numerosi progetti benefici in nome di quei valori che lo hanno sempre contraddistinto.
“Arrivederci PRESIDENTE…..grazie di tutto” cosi si conclude il comunicato del gruppo di tifosi rossoblu.