Riceviamo e pubblichiamo la nota del capogruppo M5S in Consiglio regionale, Andrea Greco, sulla demedicalizzazione del 118 di Agnone.
“È inaccettabile il divario tra le promesse propagandistiche di rilancio e la realtà dei fatti all’ospedale San Francesco Caracciolo di Agnone, l’unico presidio del Molise con lo status di “area particolarmente disagiata”. Mentre la politica locale e regionale si esibisce in comparsate mediatiche e annunci trionfalistici, assistiamo al depotenziamento di servizi essenziali come la demedicalizzazione notturna del 118, che serve un’area di oltre 30.000 residenti, principalmente anziani, a cavallo tra Molise e Abruzzo.
Questa mattina a seguito di un sopralluogo effettuato presso il presidio, e un confronto con il dott. Gabriele Amicarelli della direzione sanitaria, è emersa una circostanza che ritengo di estrema gravità: non risultano agli atti provvedimenti ufficiali. Ovvero nulla è stato trasmesso al presidio sulla rimozione del medico a bordo delle ambulanze del 118 nelle ore notturne. I medici hanno dovuto apprendere della circostanza da post su Facebook o comunicati stampa. Decisioni di tale portata vengono comunicate tramite messaggi WhatsApp o verbalmente, in totale spregio delle procedure.
La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che attualmente presso l’ospedale Caracciolo è in servizio un solo medico nelle ore notturne, costretto a gestire contemporaneamente sia il Pronto Soccorso che il reparto di Medicina, con evidenti criticità in caso di emergenze concomitanti. Questo è il risultato concreto delle politiche sanitarie regionali, ben lontane dagli annunci di potenziamento tanto sbandierati da politici in cerca di titoli ad effetto.
Dopo vari tentativi infruttuosi di contattare i vertici dell’Asrem, ho protocollato una nota urgente per richiedere soluzioni immediate che garantiscano un’adeguata assistenza sanitaria alla popolazione dell’alto Molise. È impensabile che decisioni che impattano direttamente sulla salute dei cittadini vengano prese con tale leggerezza e senza atti formali.
Come cittadino molisano, prima ancora che come consigliere regionale, sono pronto ad impugnare questa decisione scellerata che penalizza ancora una volta le aree più vulnerabili della regione. È tempo di finirla con gli annunci roboanti sui media e sui social: il diritto alla salute deve essere tutelato e garantito prima di ogni altra cosa.
Se la situazione non dovesse cambiare, il ricorso al Tar sarà inevitabile e rappresenterà l’unica strada da perseguire per difendere il diritto alla salute di una popolazione che merita rispetto e servizi adeguati.”