Riceviamo e pubblichiamo la nota della Uiltucs Molise
“A nulla sono valse le interlocuzioni bonarie della Uiltucs Molise con l’amministratore in carica della SEA spa( societàche gestisce il servizio di Igiene Urbana nel capoluogo molisano), Avv. Stefania Tomaro, e con il Sindaco di Campobasso in carica nel 2023, Avv. Roberto Gravina, volte a far riconoscere l’inquadramento contrattuale corretto ad uno dei responsabili della Società, che da anni svolgeva mansioni superiori rispetto al livello contrattuale riconosciutogli: nonostante fosse evidente la discrepanza di inquadramento contrattuale, la Sea spa non ha voluto sentire ragioni ed il lavoratore, con il supporto della Uiltucs Molise, Organizzazione Sindacale di riferimento, è stato costretto a citare in giudizio la Sea spa. L’avvocato Antonio Di Renzo, del Foro di Campobasso, ha brillantemente condotto il giudizio che ha portato nella giornata di ieri, 01 aprile, ad una sentenza assolutamente positiva per il dipendente.
“Il giudice nella persona della Dott.ssa Barbara Previati ha accolto la richiesta del lavoratore di riconoscimento di livello superiore, confermando il diritto del ricorrente ad essere inquadrato nel 6° livello del CCNL di riferimento, in virtù delle mansioni di fatto svolte comprovate tra l’altro, da validi elementi probatori. Il giudice, aderendo alla tesi difensiva ha confermato che il lavoratore ha lavorato e lavora quale responsabile dell’area operativa di competenza, risultando, dunque, inadeguato il livello contrattuale attribuitogli dalla società.” dichiara l’avvocato Di Renzo.
La UILTuCS Molise si ritiene totalmente soddisfatta degli esiti del giudizio che però si sarebbe potuto evitare se i vertici della Società e del Comune di Campobasso avessero mostrato ragionevolezza e buon senso, nella speranza che nell’immediato futuro tutte quelle questioni già incardinate che potrebbero essere portate dinanzi ad un Giudice, si possano invece risolvere in maniera bonaria, con la nuova gestione della SEA spa e del Comune di Campobasso. Un plauso all’avvocato Antonio Di Renzo che ben
ha saputo difendere i diritti del lavoratore.”