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venerdì, Aprile 4, 2025

Il ruolo dei filtri social nel ricorso alla chirurgia estetica delle ragazze

EditorialiIl ruolo dei filtri social nel ricorso alla chirurgia estetica delle ragazze

di Manuela Petescia*

Era stata l’antropologa Clara Gallini a segnalare per prima, sul finire degli anni Ottanta, la costruzione di rituali connessi alla propria immagine e finalizzati a presentare una vita alternativa a quella reale.

La Gallini raccolse gli unici prodotti all’epoca disponibili in grande quantità, gli album fotografici e le videocassette per i matrimoni e documentò la trasformazione del sacramento in spettacolo fantasmagorico, tra fotomontaggi, stereotipi, improbabili passeggiate sull’acqua, voli nello spazio e pose “stuporose”, termine coniato dalla stessa antropologa.

I matrimoni diventavano l’occasione per essere protagonisti, almeno una volta nella vita, di un film o di un fotoromanzo: “ciak si gira”, “scene da un matrimonio”, ed ecco servita al mondo una vita immaginaria.

Da allora la tecnologia delle immagini ha fatto passi da gigante e ci siamo ritrovati a far parte un po’ tutti, volenti o nolenti, degli esibizionismi social collettivi.
Eppure, quella smania di ostentare un’identità lontana dai confini angusti della propria esistenza reale non si è sopita: anzi.

È in particolare l’aspetto fisico a essere puntualmente stravolto sui social, nel tentativo di agguantare la giovinezza eterna e somigliare ai nuovi canoni di bellezza universale, soprattutto femminili.
Canoni inaccessibili perfino alle donne considerate le più belle al mondo: zigomi alti, labbra carnose, pelle levigata, seni e glutei abbondanti, insomma tutte le meraviglie del mondo all’interno di un solo involucro fisico: e con un sapiente utilizzo dei filtri social – e oggi anche con l’intelligenza artificiale – questa nuova identità è facile da conquistare.

Ed allora eccole le ragazze da sogno del terzo millennio: tempi lontani tra loro (gli anni Ottanta e i nostri) ma risultati simili, la costruzione di altro da sé attraverso un procedimento magico – il filtro – che ti rende bellissima e perfetta.
Ma le similitudini con gli album e le videocassette si fermano qui: il resto della storia attuale ha imboccato infatti un sentiero pericolosissimo e bisognerebbe correre ai ripari prima che sia troppo tardi. Il filmato del matrimonio esauriva il proprio destino in quello specifico evento con la proiezione al pubblico della favola inesistente.

Le immagini ritoccate e filtrate per divulgare nel tempo e nello spazio la propria perfezione fisica, stanno creando invece una folta schiera di ragazze infelici e depresse che identificandosi totalmente con quei filtri digitali subiscono un inevitabile crollo psichico davanti allo specchio.

Tra il sognare di essere e l’essere il passo è breve e nel 2025 si chiama chirurgia estetica: rinoplastiche, zigomi e labbra rimpolpati, mastoplastiche additive, liposuzioni: il ricorso al bisturi è in aumento vertiginoso anche nella nostra regione.

E sono decisioni costose, inutili e soprattutto pericolose, ma intanto si suona alla porta del professionista di turno e si mostrano le proprie foto pubblicate su Instagram o su TikTok: «Voglio essere come la donna del filtro».

*direttore Telemolise

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